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MERCATO - Pagani, esperto di calcio sudamericano: "Orellano talento che ha ancora tanto da dimostrare, ho seguito con attenzione Alvarez"
01.12.2020 19:43

Ai microfoni di Taca La Marca è intervenuto Daniele Pagani, esperto di calcio sudamericano, il quale si è soffermato su Orellano e Efraín Álvarez, due talenti argentini in orbita Napoli, ecco quanto raccolto: 


Orellano - “Orellano è un talento che ha ancora tanto da dimostrare. Tra l’altro, nella prima metà del novembre scorso ha anche segnato il suo primo gol in carriera, con il Gimnasia che ufficiosamente era ancora il Gimnasia di Maradona, nella Copa che hanno appena intitolato alla memoria di Diego.  Se da una parte ha dimostrato di avere dei buoni colpi, dall’altra deve comunque ambire a un minutaggio più importante. Non possiamo ancora parlare di lui con lo stesso hype mediatico di un Thiago Almada oppure di un Pedro De La Vega.  Per adesso ha sfruttato bene le chances che gli sono state concesse da Pellegrino, ha fatto qualche minuto in Sudamericana nel doppio confronto contro il Peñarol.  Il percorso può essere quello giusto. C’è da dire che quando investi su questi ragazzi, poi, la cosa più importante è avere un piano per gestirli al meglio. Altrimenti, non avrebbe senso puntarci su.”


Il prezzo del talento del Velez - “Ho letto di una richiesta di partenza di 15 milioni, ma credo che si potrebbe chiudere a qualcosa in meno. Il Vélez negli ultimi anni ha perso dei talenti importanti a cifre irrisorie, come Soulé e Lukas König, passati rispettivamente alla Juventus e al Genoa, e dunque dalle parti del Fortín si guardano bene dal concedere sconti. Considerando i prezzi di oggi, la cifra richiesta ci può anche stare. In fin dei conti, il Manchester City sta per spendere 19 milioni per Darío Sarmiento dell’Estudiantes, che non è neanche maggiorenne e ha a malapena undici presenze in carriera. Nonostante sia, ci tengo a sottolinearlo, un talento fuori dal comune.”

 


Efraín Álvarez dei Los Angeles Galaxy - “L’anno scorso Ibrahimovic lo ha definito il miglior talento della MLS, per distacco: un biglietto da visita niente male, per presentarsi da questo lato dell’Atlantico in un prossimo futuro.  È un profilo che ho seguito con particolare attenzione nell’ultimo Mondiale sub–17, dove è stato indubbiamente un punto di riferimento per i suoi compagni, il leader tecnico del Messico. La punizione pennellata all’incrocio dei pali nella semifinale contro l’Olanda personalmente rimane un capolavoro, di quelli che ti fanno comprendere all’istante il suo potenziale tecnico. Di sicuro, sarebbe affascinante vederlo all’opera in Serie A, al fianco di Lozano, ma al momento non penso che il LA Galaxy voglia privarsene. Qui non parliamo di squadre argentine che a cadenza regolare si trovano costrette a vendere per sistemare conti e bilanci. Si tratta di una società economicamente solida,  in un contesto, come quello statunitense, in costante crescita. Mettiamola così: alla giusta cifra, se ne può parlare.”

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