martedì 18 gennaio 2022, ore
IN VETRINA
G-FACTOR - G. Lucariello su "NM": "Napoli, El Diez è con noi"
27.11.2021 18:40

NAPOLI - Sarà un rito, d’accordo, ma forse ci vuole anche questo; forse è anche necessario ricorrere ad una semplice scaramanzia alla napoletana, considerando il momento: insomma tocchiamo ferro e serriamo anche i denti, giacchè serve riscattare le due sconfitte consecutive e riprendere a correre, come il Napoli ha fatto fino a qualche tempo fa. D’altra parte è nelle difficoltà verificare la forza e la validità fisica e morale del gruppo guidato da Spalletti, se non altro per capire ogni particolare e soprattutto pe rendersi conto a cosa si va incontro, nell’immediato futuro. Insomma non sarà mica finito la benzina, si spera e si pensa che non sia affatto così. In altre parole mettiamola in questi termini, pressochè imperativi alla maniera di Spalletti, cioè con le mani nel classico guanto di velluto, così come ama fare il timoniere toscano. Oggi come oggi, d’altronde e senza se e senza ma, bisogna rialzare la testa, tirare il fiato e riempirsi il petto di orgoglio: anche questo si rende necessario, gli azzurri hanno bisogno di un forte scossone, come a dire ad alta voce per far sentire al mondo intero di che pasta sono fatti: “Noi siamo il Napoli”, è fuori discussione, mettendo da parte pregi e difetti dell’intero ambiente: gioie e dolori, l’esaltazione eccessiva e la depressione totale, sensazioni che a Napoli si trasmettono al collettivo di noi partenopei nell’aria che respiriamo, senza il passa parola. Servirebbe una bacchetta magica per correggere in tutta fretta il nostro modo di essere napoletani o di ritrovare un nuovo eterno Masaniello da porsi dietro di lui nella sua guida. Masaniello però non c’è più e non possiamo farlo risorgere, tocca insomma fare tutto da soli, squadra e torcida, gente dello stesso colore, tutti sorretti dallo stesso amore per la stessa maglia, tifosi e calciatori, da Koulibaly a Petagna, da Di Lorenzo a Lozano, a Insigne e a tutti gli altri, alimentati da una straordinaria forza d’animo, di fronte e davanti a qualsiasi ostacolo ed a qualsiasi avversario, così come faceva Maradona: agli avversari bastava pronunciare il suo nome per farsela addosso, davvero, proprio così. Già, anche Diego non c’è più, il nuovo ancora più grande nostro Masaniello. Ma tutto sommato e ripensandoci su, non è affatto così: el Diez è qui, è sempre tra di noi, è rimasto nell’aria che respiriamo, lo abbiamo per l’eternità negli occhi, nel cuore e nell’anima, e lo portano dentro di loro anche i ragazzini napoletani, quello che Diego non lo hanno mai vissuto come lo abbiamo vissuto noi, profondamente in quest’irragionevole e ragionevole amore infinito e sconfinato. Dal cuore al campo di calcio, nel Tempio dedicato a Maradona, arricchiti dal suo ricordo e dal suo amore per Napoli, per il Napoli e i napoletani e sempre con tutto il rispetto dei nostri prossimi avversari, ma con coraggio e senza paura: anche perché El Diez è con noi e sarà sempre con noi, a Dio piacendo.

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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