martedì 18 gennaio 2022, ore
IN VETRINA
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Scocca l'ora di farsi valere"
24.11.2021 11:43

NAPOLI - Se un qualcosa può andar male, stai sicuro che andrà peggio. Il celebre aforisma si adatta alla perfezione, in triplice accadimento: la sconfitta, e vabbè che è la prima, nella partitissima di Milano, l'infortunio di Osimhen, quello di Anguissa. Basta così? Speriamo. Resta da vedere con quale stato d'animo gli azzurri affronteranno lo Spartak di Mosca. Trasferta che è un raid: volo, partita, rientro. Si dice che dopo ogni avversità la cura migliore sia voltare pagina e proseguire nel cammino. A mente fredda vien da pensare che nulla di irreparabile sia accaduto dopo la sbandata in casa della Beneamata. Il primo posto, in condominio con il Milan, è lì. La qualificazione nel girone di Europa League è quasi certa. Restano soltanto, e non è poco, i gravi infortuni patiti da Osimhen e da Anguissa (auguri ad entrambi), due pedine fondamentali per lo sviluppo del gioco, due pezzi da novanta di cui si dovrà fare a meno per lungo tempo. E' il momento in cui gli altri titolari - come sostiene Spalletti - prendano il posto dal primo minuto degli illustri compagni perseguitati dalla jella. Non c'era bisogno degli ultimi minuti giocati con veemenza e scioltezza contro l'Inter per certificare la bontà della rosa. Si è sempre detto che, ad eccezione, dell'esterno basso di sinistra (anche perché Ghoulam stenta a riprendersi del tutto) per ogni ruolo ci siano due titolari quasi dello stesso valore. Ed ora scocca l'ora di farsi valere. Cambierà per forza il modo di attaccare perché una freccia che va nello spazio, come Osimhen, non c'è. Ma credo che le preoccupazioni maggiori per il certaldese siano di altra natura. Con il pensiero che va alla tenuta dell'assetto difensivo che a Milano ha sbandato di brutto. Ho ancora negli occhi, ad esempio, l'azione che ha portato al gol di Lautaro: Correa che avanza per quaranta metri e ben sei azzurri che arretrano inspiegabilmente fino a lasciare lo spazio dell'imbucata dell'ex laziale per l'attaccante argentino che era all'asciutto da un po' di tempo. Bastava che uno o due delle belle statuine azzurre ostacolassero Correa e tutto sarebbe finito lì, a ridosso dei venti metri. Resto della convinzione che con maggiore attenzione e più lucidità si sarebbe potuto perlomeno pareggiare la sfida con i campioni in carica. E se Mario Rui con quel colpo di testa smanacciato chissà come da Handanovic (al novante per cento la sfera finisce dentro) e se Mertens avesse chiuso in rete qell'invito al bacio di Anguissa... Ma qui torniamo all'aforisma di cui prima.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

ULTIMISSIME IN VETRINA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>