NAPOLI - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un'intervista al TG3 Campania nello "Speciale 100", di cui un'anteprima è stata anticipata dai quotidiani Il Mattino e La Repubblica. Ecco le parole del numero uno del club azzurro: "Sono stato un incosciente perché ho pensato ad un film dove non c'era la sceneggiatura. Non ho mai fatto un film che non partisse da una mia idea e da una sceneggiatura di ferro. Il Napoli, però, è stata un'emozione. La gente, in maniera positiva e non farfallona, mi definisce visionario. In effetti, ho sempre indovinato cosa è accaduto. Siamo riusciti ad avere un Napoli mai così vincente, con una presenza fissa in Europa per sedici stagioni. Maradona è stato grande, irripetibile, unico nella storia non del Napoli ma del calcio mondiale. Napoli calcio si confonde con Napoli città, una città molto particolare divisa tra paradiso e inferno, dunque in un purgatorio continuo che abbiamo toccato solo ai tempi della serie C. Per noi è stato poi sempre un Paradiso. Un errore di questi anni? Mi sono talvolta lasciato trascinare dal cuore più che dalla responsabilità imprenditoriale. Laddove avrei potuto costringere a continuare un lavoro, ho accondisceso invece ad andare pagando poi le conseguenze. In 22 anni di calcio - spiega il numero uno del club - ho sempre indovinato quello che sarebbe successo. Al mio ciclo manca la Champions League, chissà se Max Allegri ce la porterà. È sempre un obiettivo, si deve andare per i massimi obiettivi. Soprattutto se sei il Napoli, che è l'unica squadra italiana ad aver giocato in Europa per sedici stagioni consecutive. Sono stati 22 anni di successi, per completarli manca solo la vittoria della Champions. Il mio augurio? Cent'anni ancora sul tetto del mondo".
di Redazione
01/08/2026 - 08:07
NAPOLI - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un'intervista al TG3 Campania nello "Speciale 100", di cui un'anteprima è stata anticipata dai quotidiani Il Mattino e La Repubblica. Ecco le parole del numero uno del club azzurro: "Sono stato un incosciente perché ho pensato ad un film dove non c'era la sceneggiatura. Non ho mai fatto un film che non partisse da una mia idea e da una sceneggiatura di ferro. Il Napoli, però, è stata un'emozione. La gente, in maniera positiva e non farfallona, mi definisce visionario. In effetti, ho sempre indovinato cosa è accaduto. Siamo riusciti ad avere un Napoli mai così vincente, con una presenza fissa in Europa per sedici stagioni. Maradona è stato grande, irripetibile, unico nella storia non del Napoli ma del calcio mondiale. Napoli calcio si confonde con Napoli città, una città molto particolare divisa tra paradiso e inferno, dunque in un purgatorio continuo che abbiamo toccato solo ai tempi della serie C. Per noi è stato poi sempre un Paradiso. Un errore di questi anni? Mi sono talvolta lasciato trascinare dal cuore più che dalla responsabilità imprenditoriale. Laddove avrei potuto costringere a continuare un lavoro, ho accondisceso invece ad andare pagando poi le conseguenze. In 22 anni di calcio - spiega il numero uno del club - ho sempre indovinato quello che sarebbe successo. Al mio ciclo manca la Champions League, chissà se Max Allegri ce la porterà. È sempre un obiettivo, si deve andare per i massimi obiettivi. Soprattutto se sei il Napoli, che è l'unica squadra italiana ad aver giocato in Europa per sedici stagioni consecutive. Sono stati 22 anni di successi, per completarli manca solo la vittoria della Champions. Il mio augurio? Cent'anni ancora sul tetto del mondo".