domenica 13 giugno 2021, ore
L'ANGOLO
FIORENTINA - Iachini: "Ringrazio Commisso, il Napoli è pericoloso, servirà una gara perfetta, ottimo rapporto con Gattuso"
15.05.2021 10:05

FIRENZE - Giuseppe Iachini, allenatore della Fiorentina, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Napoli: "Le parole di Commisso? Si ascoltano e non si commentano. Che abbia detto determinate cose non può che farmi piacere, viste le difficoltà che abbiamo incontrato. Le sue parole fanno capire quante difficoltà ci sono state. Sono stato chiamato per superare momenti difficili. L'anno scorso siamo arrivati al decimo posto, quest'anno abbiamo spezzettato il lavoro. Le parole del presidente dimostrano la sua sincerità. Lo ringrazio, vado avanti col mio lavoro, con la consapevolezza di aver dato una mano alla mia Fiorentina. Sono tornato, in un momento così delicato, perché non me la sono sentita di lasciare da soli i ragazzi. Ho cercato di dare il mio contributo, mi ha fatto felice. Se la seconda salvezza è stata un'impresa? È stata difficile perché non c'era una continuità di lavoro. Sono tornato dopo 5 mesi e mezzo, con un calendario tosto e ritrovando una squadra impaurita. Il condottiero non deve abbassare la testa e deve dare l'esempio, ho cercato di dare l'esempio a tutti. Abbiamo lavorato tanto, c'era un pizzico di preoccupazione. Kokorin?
Si sta allenando, valuteremo quando ha superato questo infortunio, perché certi problemi li paghi anche a livello mentale, vedremo nei prossimi giorni. Il motivo del fatto che non sarò riconfermato? Avevo già parlato col presidente dopo la gara con la Lazio. Lui mi aveva fatto intuire che c'era anche questa possibilità, ma è giusto che io faccia il mio percorso e la Fiorentina il suo. Per me la Fiorentina non è una squadra qualsiasi, sono legato a questa piazza, fare l'allenatore qui  per me  è qualcosa di più. Aver portato a casa il risultato mi inorgoglisce, ma mi fa anche pensare. È giusto che la Fiorentina faccia il suo percorso, io resto legato a questa squadra. È bello lasciarsi così, da grandi amici. Con la gioia dentro di aver dato tutto, da calciatore e da allenatore. Futuro? Ancora non lo so, sono concentrato sulle prossime due partite, vedremo. C'è la consapevolezza di aver fatto un ottimo lavoro qui. Gara con il Napoli? Il Napoli è una squadra pericolosissima, con Rino ho un ottimo rapporto. Sta facendo benissimo a Napoli. Sta giocando alla grande e segna tanti gol, vuol dire che è in un ottimo momento. Servirà una grande partita da parte nostra. Hanno anche un giorno in più di recupero. In che modo le pressioni e le critiche hanno influito sulla squadra? Il calcio è un gioco per chi lo guarda, per gli altri è un lavoro. Le prime partite Gasperini faceva malissimo, se non sbaglio zero punti. Molti allenatori ci mettono tante partite prima di ingranare. Se l'Atalanta avesse esonerato Gasperini probabilmente adesso non sarebbe dove è. Nelle mie prime sette giornate potevamo fare qualcosa di più ma serviva più tempo prima di vedere buoni risultati. Il presidente aveva manifestato la sua soddisfazione per il lavoro svolto e dalle sue parole avevo colto tutta la sua gratitudine. C'era il terrore di poter retrocedere, sradicarlo è difficile. Sono tornato dopo 5 mesi e mi sono accorto di questa situazione. Quando è stato raggiunto l'obiettivo il presidente ha voluto esternare la sua gratitudine ed aveva fatto battute positive per il futuro. Come motivare la squadra per la partita con il Napoli? Non mi permetto di giudicare il risultato dell'andata. Ogni partita ha la sua storia, ogni gara deve essere giocata, poi il campo darà il suo verdetto. Servirà una gara perfetta perché il Napoli ha tantissima qualità. Se il gruppo è arrivato alla fine di un ciclo? Non spetta a me rispondere a questa domanda, toccherà al prossimo allenatore. Se la sfida con il Napoli può essere l'occasione per vedere Callejon? Vedremo, nella mia testa c'è voglia di dare spazio a chi ha giocato meno in questa stagione. Kouame? Posso parlare del mio blocco di partite. Aveva iniziato bene, facendo buone partite. Col Torino in casa, e anche con l'Inter a San Siro. Poi al suo posto era entrato Vlahovic, aveva sbagliato il gol del 4-2 ed è stato massacrato. Per questo alla gara successiva ho schierato Dusan titolare. Poi il percorso della stagione è cambiato, ha perso quella carica che un attaccante deve avere. Il portiere e l'attaccante, per me sono ruoli diversi rispetto alla squadra e ci sono delle annate particolari. Magari certi anni un attaccante calcia in porta 100 volte e fa 5 gol e perde fiducia. O magari tira 25 volte e fa 20 gol, e questo aiuta la fiducia. Portiere e centravanti sono due ruoli specifici, sempre sotto i riflettori".

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